Sono riuscita finalmente riappropriarmi di internet, dopo 5 mesi di assenza!!!!!
Sono successe tante cose..... Anche la tata rossa A'Y'SHA è volata sul Ponte dell'Arcobaleno e io sono distrutta, con la mente e il cuore pieni di lacrime.....
Un diamante dalle ceneri del 'Caro estinto' anche se si tratta di Fido. L'azienda: "Ne cattura l'anima".(fonte)
Roma - (Ign) - La LifeGem propone di trasformare i resti di un parente o di un animale domestico in un gioiello per la vita. Basta anche una ciocchetta del pelo del cane o del gatto per ottenere un originalissimo ricordo.
Spargere le ceneri in mare o tenerle nel salotto di casa, ma anche trasformarle in un diamante per la vita. E' la scelta difficile di fronte a cui si trova la famiglia di fronte alla dipartita del 'proprio caro', che sia un parente, o un animale domestico. I diamanti di alta qualità non si ricavano solo in natura, ma possono essere prodotti infatti anche artificialmente. Un Diamante LifeGem nasce dal carbonio, ricavato da una ciocca di capelli, da una placenta, dal cordone ombelicale di un neonato, da una piccola parte di ceneri, dopo una cremazione, dal pelo di un animale o un una ciocca di crine di cavallo, per avere sempre vicino a noi "l'essenza o meglio l'anima di chi amiamo".
Il Diamante LifeGem, si legge sul sito, è vero, autentico. "In natura i diamanti si creano nelle profondità terrestri - spiega l'azienda -, dove l'alta pressione e la temperatura elevata 'cristallizzano" il carbonio. LifeGem utilizza una pressa per diamanti che accelera questo processo utilizzando la stessa forza, alta pressione e un'elevata temperatura". Come in natura il diamante LifeGem potrà essere bianco trasparente o colorato - giallo, blu, verde o rosa - con tonalità più o meno intense.
Il carbonio (circa un cucchiaino pari a circa 4 grammi) viene messo nella pressa per diamanti, dove si crea artificialmente un diamante grezzo. Il tempo che occorre per ottenere un diamante LifeGem dipende da vari aspetti. Bisogna lasciare il tempo al carbonio nella pressa di cristallizzare ed è per questo che la consegna del diamante avviene in media dopo un periodo di 36 settimane già provvisto di montatura e di certificato di autenticità.
Evvaiii perchè non sterilizziamo tutto il cosiddetto genere umano che inquina molto di più???
26/10/2009
Studio choc: "Hai un cane? In un anno inquini più di un Suv"(fonte)
Due ricercatori arrivano ad invitare i proprietari di cani a mangiarsi i propri animali
LONDRA
Chi ha un cane (o altri animali domestici) dovrebbe fare un esame di coscienza ecologico: il migliore amico dell’uomo, in apparenza inoffensivo, in realtà ogni anno inquina complessivamente più di un grosso Suv. Almeno questa è la conclusione, fra lo choccante e il paradossale, a cui sono giunti Robert e Brenda Vale, due architetti specializzati in vita sostenibile alla Victoria University di Wellington in Nuova Zelanda, che hanno scritto un libro provocatorio fin dal titolo.
I due rincarano la dose arrivando a sostenere che «è tempo di mangiare il cane. La vera guida alla vita sostenibile». Secondo i ricercatori, cani, gatti e simili ci allietano a caro prezzo: devastano la fauna selvatica, portano malattie e soprattutto aumentano l’inquinamento.
I Vale hanno fatto un semplice calcolo: un cane di taglia media consuma giornalmente 90 grammi di carne e 156 grammi di cereali essiccati, che prima della lavorazione del prodotto equivalgono a ben 450 grammi di carne fresca e 260 grammi di cereali. Ciò significa che nel corso di un anno, Fido fa fuori da solo qualcosa come 164 kg di carne e 95 kg di cereali.
Calcolando che occorrono 43,3 metri quadrati di terreno per produrre 1 kg di carne di pollo all’anno - e ne servono molti di più per le carni bovine e di agnello - e 13,4 metri quadrati per produrre un chilo di cereali, ogni anno un cane medio consuma l’equivalente di 0,84 ettari. E per un grande cane come un pastore tedesco, la cifra è di 1,1 ettari. Mentre un Suv (i coniugi Vale prendono come modello il classico Toyota Land Cruiser) che percorre 10.000 chilometri in un anno utilizza 55,1 gigajoule, cioè, visto che un ettaro di terreno serve per la produzione di circa 135 gigajoule di energia all’anno, l’equivalente di circa 0,41 ettari. Meno di metà di quanto consumato da un cane di taglia media.
Una teoria bislacca? La prestigiosa rivista scientifica New Scientist ha chiesto al Stockholm Environment Institute di york di fare gli stessi calcoli, e i risultati corrispondono quasi esattamente. «Prendere un cane - confermano dall’istituto inglese - è davvero un lusso, soprattutto a causa del consumo di energia e il conseguente aumento delle emissioni di anidride carbonica». Ma gli altri animali domestici non se la passano meglio.
I Vale, applicando gli stessi calcoli, hanno scoperto che i gatti «consumano» in un anno l’equivalente di 0,15 ettari (poco meno di una Volkswagen Golf), e i criceti 0,014 ettari a testa (comprarne due, suggeriscono, equivale al consumo di un grande televisore al plasma). Persino il pesce rosso, con i suoi 3,4 metri quadrati di consumo annuo, inquina. Per l’esattezza quanto due telefoni cellulari.
Un’analisi presa molto sul serio dallo scienziato David Mackay, fisico all’Università di Cambridge e consulente del governo britannico per le nuove energie. Secondo lui «bisogna fare molta attenzione nell’acquistare un animale domestico, perchè l’energia che serve per mantenerlo è un fattore di inquinamento importante».
Tanto più, si legge nel libro dei Vale, che prendendo la popolazione felina dei primi 10 paesi al mondo per possesso di gatti, si scopre che la superficie necessaria ad alimentare questa massa miagolante è pari a oltre 400.000 chilometri quadrati, ossia una volta e mezza l’intera Nuova Zelanda. Poi c’è l’impatto sull’ecosistema: ogni anno, solo nel Regno Unito, 7,7 milioni di gatti uccidono qualcosa come 188 milioni di animali selvatici. E i cani non sono da meno. Insomma, cosa fare per avere un animale domestico eco-sostenibile? Gli esperti suggeriscono anzitutto di modificarne la dieta, usando quanto più possibile gli avanzi del cibo, per non consumare troppo. Altrimenti si può ricorrere a soluzioni drastiche: sostituire il gatto con una gallina, che consuma si ma produce anche uova.
Come commentare una notizia del genere? Forse nel modello matematico applicato dai due scienziati manca una componente di valore: l'affetto e l'amore che gli animali domestici ci regalano. Ma probabilmente i due sarebbero capaci di paragonare l'affetto all'utilità nella mobilità dei Suv...